Dicembre 2020,
si confrontano al telefono due opposte scuole di pensiero: Mauro da Mantova oppone al prof. Roberto Burioni i successi delle sue innovative intuizioni.
👉 Sull'argomento si veda:
Mauro da Mantova a La Zanzara del 27.10.2020
Rassegna Stampa
Articolo sul Corriere dell'Umbria, di Federico Sciurpa del 29 marzo 2020
Che tempo che fa, Burioni e la cura al Coronavirus. Virologo annuncia: "Sorpresa da un farmaco anni Cinquanta"
Cura al Coronavirus.
Ne ha parlato il virologo Roberto Burioni al programma Che Tempo che fa di Rai 2 di domenica 29 marzo 2020, Roberto Burioni "Ci sono buone notizie da uno studio che abbiamo fatto in laboratorio sulle cellule, usando prima e dopo l'infezione del coronavirus il Plaquenil", ha affermato il noto virologo a Fabio Fazio.
Per approfondire leggi anche: Burioni: "Usciremo di casa non fra dieci giorni, ma quel giorno comportatevi così".
Prima, Roberto Burioni, ha affermato che "c'è un farmaco che viene utilizzato come antinfiammatorio in malattie come l'artrite e che sembra essere efficace e i dati sono abbastanza promettenti.
C'è poi una sorpresa strana di un farmaco degli anni Cinquanta e che si usava per la malaria, che si chiama Plaquenil, che fu valutato nel 2005 come molto efficace per inibire la replicazione del Coronavirus della Sars.
La cosa passò nel dimenticatoio. Ora si è provato a usarlo clinicamente e a sperimentarlo. Ci sono diversi studi in atto, lo abbiamo fatto anche noi al San Raffaele", ha spiegato Burioni.
Articolo su Blitz quotidiano del 31 marzo 2020
Coronavirus, Burioni: “Sbagliato assumere Plaquenil (idrossiclorochina)”
ROMA – E’ sbagliato assumere il Plaquenil, farmaco a base di idrossiclorochina, contro il coronavirus, anche perché poi “non è più disponibile per chi ne ha davvero bisogno”: a dirlo è il virologo Roberto Burioni a proposito del farmaco antimalarico testato in Francia contro il Covid-19 e sempre più difficile da trovare nelle farmacie italiane.
“I dati di laboratorio sull’efficacia del Plaquenil sono un punto di partenza e non un punto di arrivo – ha chiarito Burioni in un tweet -. In mancanza di studi clinici è sbagliato assumere questo farmaco, anche perché poi non è disponibile per chi ne ha davvero bisogno”, considerato che questo medicinale è usato nel trattamento della artrite reumatoide e del Lupus eritematoso.
Secondo uno studio di laboratorio condotto su cellule presso il laboratorio di virologia dell’Ospedale San Raffaele di Milano, spiega Burioni sul sito Medical Facts, l’idrossiclorochina sembra riuscire a bloccare la replicazione del virus “se usato prima e dopo l’infezione”.
L’efficacia di questa terapia, però, spiega su Medical Facts Burioni, “non è ancora chiara e non sono chiari i meccanismi attraverso i quali il Plaquenil infastidisce la replicazione virale”. Quindi, “non correte a comprarlo e non assumetelo di testa vostra: mentre l’efficacia non è ancora certa, gli effetti collaterali del farmaco sono possibili”.
Nelle farmacie italiane il farmaco a base di idrossiclorochina normalmente usato nel trattamento dell’artrite reumatoide e del Lupus eritematoso ed ora entrato nelle terapie anti-Covid è sempre più difficile da trovare. La conferma arriva da Federfarma che registra un contingentamento nelle consegne.
E’ stata la Francia, con l’ospedale di Marsiglia, ad adottare la terapia a base di idrosiclorochina in combinazione con e l’antibiotico azitromicina. Attualmente in Italia l’uso dell’idrossiclorochina contro il Covid-19 è previsto dalle linee guida della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (Simit) e il 17 marzo scorso l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha deliberato la rimborsabilità totale per l’uso dell’idrossichinolina da parte dal Servizio Sanitario Nazionale per i malati in regime domiciliare.
In India dal 24 marzo il farmaco antimalarico viene somministrato come profilassi al personale sanitario nei reparti Covid e il 26 marzo la Francia ha adottato un provvedimento simile a quello italiano.
(Fonte: Ansa)