Efe Bal bacchetta Checco Zalone

Efe Bal bacchetta Checco Zalone

Efe Bal bacchetta Zalone: “Monologo stupido che favorisce l’omofobia. Per vivere bene basta rispettare le regole” 

di Gianmarco Aimi su Mov, 3 febbraio 2022 

La trans più famosa (e desiderata) d’Italia si scaglia contro il comico pugliese, che ieri sera ha proposto fra i vari sketch a Sanremo anche la favola-scorretta contro l’omofobia, che però ha fatto più indignare omosessuali e transessuali rispetto agli eterosessuali dipinti come ipocriti. “Io vivo in Italia da più di 20 anni e non ho mai avuto problemi di razzismo e omofobia perché ho rispettato la cultura e le persone di questo bel Paese”, dice Efe Bal

Efe Bal

Checco Zalone come super ospite di Sanremo ha scatenato polemiche su più fronti nella seconda serata: dai virologi ai trapper, fino al mondo Lgbt+. Nello stile irriverente che lo contraddistingue (“Sto qui, con la gente vera!” urla dalla galleria del teatro Ariston, prima di scendere e raggiungere il palco, dove lo attendeil presentatore) ha prima preso in giro chi in tv ha la lacrima facile: “Tutti si commuovono, mi sento un Maneskin” e poi ha recitato una favola-scorretta sul tema dell’omofobia e piena di stereotipi ambientata in Calabria che ha fatto insorgere i social e moltissimi commentatori. La fiaba parte con il classico “c'era una volta” ambientata “in un calabro villaggio” e ha alternato la lettura del testo da parte di Amadeus con i dialoghi che Zalone rende con forte accento calabrese e brasileiro dei personaggi coinvolti. Il finale fra un vecchio professore di greco antico e un trans brasiliano ha fatto particolarmente discutere: "Di me si sa che io sono metà e metà, ma tu sei un coglione intero!". E al termine, con la canzone “Almeno tu nell’universo” adattata al tema ha salutato Amadeus: “Ciao e buon licenziamento”. 

Una esibizione che avrebbe dovuto svelare le ipocrisie degli eterosessuali, che in pubblico discriminano i transessuali o gli omosessuali e in privato si appartano con quelli che si prostituiscono, ma che non è piaciuta né ai diretti interessanti né in generale al mondo Lgbtq+. A farsi portavoce di questo dissenso è stata Efe Bal, la trans più famosa (e desiderata) d’Italia, che ci ha spiegato come mai la favola-scorretta di Zalone non l’ha per niente convinta: “È un monologo stupido e inutile, perché parla ancora di nazionalità brasiliana, della ceretta per diventare più bella o più donna, del numero di piede 48. Io non ho peli sulle gambe, porto il 40 come numero di scarpe, sono originaria di Istanbul in Turchia e non del Brasile, vivo in Italia da più di 20 anni, sono trans e non ho mai avuto problemi di razzismo e omofobia perché ho rispettato la cultura e le persone di questo bel Paese. Ho creato un impero con il mio lavoro – ha proseguito Efe -, sono una delle trans più famose d’Italia, non bevo, non fumo, a volte vado in tv e credo che questo tipo di teatro che abbiamo visto a Sanremo non aiuti contro i pregiudizi, anzi, peggiora la situazione sul fronte omofobia. Non credo che gli italiani siano omofobi – ha poi concluso -, ma che questi spettacoli possano aumentare la quota di omofobia. Lasciateci in pace. L’unico modo per vivere bene è rispettare le regole, la cultura e la gente di un Paese. Sono molto delusa da Checco Zalone”.

Il precedente

Siamo in grado di segnalarvi che la transessuale turca Efe Bal, insieme alla pornostar Malena e ad altre celebrità, presentò e lesse pubblicamente proprio una favola sull'inclusività dei diversi genere sessuali, tratta da "Favole Arcobaleno, Storie e leggende di persone libere", libro edito nel 2019 dall'autore e volto noto Tv, Giovanni Ciacci.

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